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BARRAFRANCA, FEDERCONSUMATORI INTERVIENE SULL’AUMENTO RETROATTIVO DELLE TARIFFE IMU E TASI E DELL’ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF A PARTIRE DAL 2014
Fonte: telenicosia.it - 11/09/2019
Redazione
Pubblichiamo integralmente la nota inviataci da Federconsumatori Enna in merito all’ sull’aumento retroattivo delle tariffe IMU e TASI e dell’addizionale comunale IRPEF a partire dal 2014
“Più volte, noi di Federconsumatori ci si è scontrati con i pignoramenti eseguiti dalle Amministrazioni Comunali e i metodi di riscossione, molte volte discutibili sotto l’aspetto della correttezza e buona prassi amministrativa.
In merito al commissariamento del Comune di Barrafranca per la vicenda “ innalzamento quote tariffarie anno 2014-2015”, abbiamo ricostruito  il percorso amministrativo dei vari esercizi finanziari (dal 2008 al 2018) che nell’anno 2016 hanno portato l’Ente ad approvare il dissesto finanziario, e da cui è scaturito oggi l’aumento delle tariffe IMU e TASI nonché  dell’addizionale comunale IRPEF  a partire dal 2014.  La scrivente Federconsumatori Enna, quale associazione dei Consumatori, si pone sempre a fianco degli interessi dei Cittadini-Consumatori, interessi difesi anche in forma collettiva ed associativa attraverso la cruciale intermediazione degli enti che, per statuto si pongono la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti. Al fine di salvaguardare i Consumatori, abbiamo chiesto il parere dei nostri avvocati, per verificare la regolarità della proposta di rimodulazione delle tariffe retroattive relative alle imposte e tasse locali dell’ente dissestato, che interessano gli anni 2014-2015, tenendo sempre presente che questi due anni sono antecedenti al dissesto.

Non entrando nel merito, ma solo per avere sintesi cronologia dei fatti, si evidenzia che a partire dal 2015, il Consiglio Comunale cade in una serie di inadempimenti, che hanno danneggiato le casse comunali, come ad esempio, la mancata approvazione dell’addizionale comunale IRPEF e la riduzione inspiegabile nel 2015 delle aliquote tributarie IMU e TASI. Abbiamo rilevato altresì, che negli anni intercorrenti dal 2013 al 2015, si è avuta una condizione di deficit strutturale dell’Ente, a cui è stata data copertura utilizzando risorse straordinarie, con impegni ed accertamenti non allineati tra entrate ed uscite. Una crisi di liquidità con costante ricorso all’anticipazione di tesoreria ed un’inadeguata capacità di riscossione dei tributi locali oltre che consistenti debiti fuori bilancio. A questo si aggiunge il mancato rispetto del patto di stabilità per alcuni anni nonché l’elevata incidenza delle spese del personale sulle spese correnti.

Esaminando la documentazione inerente a questi anni, era opportuno che il Consiglio Comunale già nel 2014-2015 doveva attenersi al combinato disposto dagli artt. 246, comma 4 e 259, comma 1 e comma i bis in cui il legislatore ha previsto che l’ente vada ad adottare la deliberazione di dissesto, per quando riguarda la decorrenza del primo bilancio stabilmente riequilibrato, in altre parole doveva provvedere alla deliberazione dell’aumento delle aliquote tributarie, ciò anche come aumento delle addizionali comunali IRPEF. Nelle more, è stato imposta la figura del commissario ad acta, incaricato dall’Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica della Regione Sicilia, il quale sostituendosi al Consiglio Comunale ha dato applicazione all’art. 259 comma 1 del TUEL, deliberando l’aumento delle aliquote tributarie per gli esercizi 2014-2015. Questa la breve sintesi dei fatti.
La Federconsumatori Enna,  nella Sua qualità rivestita, legittimata ad agire a tutela degli interessi collettivi, art. 3 della legge 281/1998,  presi in considerazione  i principi dettati dallo Statuto del contribuente, principi che regolano il rapporto tra Pubblica Amministrazione e  cittadini, ispirati a principi di lealtà, correttezza, trasparenza e buona fede, prende atto, ed in osservanza delle vigenti norme, concorda con quanto rappresentato dal Ministero dell’Interno in esecuzione dell’art. 259, comma 1 – bis del TUEL, ossia con la necessità di innalzare le aliquote dei tributi locali sin dall’anno 2014: a tal uopo,  si mette a disposizione dei Consumatori per maggiore informazione e chiarimenti del caso.

Alla luce del definitivo provvedimento, al fine di tutelare i consumatori, si rammenta  all’Amministrazione comunale che il recupero della corrispettiva somma deve essere comprensiva solo della sorte Capitale, eludendo qualunque  interesse e sanzione,  in ossequio a quanto sancito dall’art. 10, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel capo “Disposizioni  in merito di statuto dei diritti dei consumatori” dove si statuisce che,  “non sono irrogate sanzioni ne richieste di interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, nonché successivamente modificata dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa”. 
La Federconsumatori precisa che avverso le richieste di pagamento pervenute, il Consumatore è libero di potere proporre opposizione alla Competente Commissione Provinciale Tributaria ed attendere la decisione del Giudice adito, con le lungaggini previste, ma ciò non risolve il problema nell’immediato, poiché l’Amministrazione nelle more della decisione potrebbe comunque procede al recupero. L’altra possibilità sarebbe quella di proporre all’Amministrazione Comunale una comoda rateizzazione di tre anni con le eventuali agevolazioni per le famiglie che versano in situazioni di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose secondo specifiche regole, come previste ad esempio per i Bonus Energia (gas e luce), con ISEE 2019 non superiore a 8.107,5 e per i titolari del Reddito di cittadinanza, in base alla legge 28 marzo 2019, n. 26”.
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